Nati entrambi il 20 Gennaio. Stesso giorno, anni diversi, luoghi diversi, stesso genio. 1920 a Rimini, Fellini. A Missoula, Montana, 1946, Lynch.
Il cinema è espressione figurativa, materializzazione delle proprie fantasie, intendendo per fantasia quanto di più vero e autentico abita nell’uomo.
F. Fellini
Fellini, pur essendosi attenuto alla grammatica neorealista, la supera, introducendo nei film la dimensione dell’inconscio, creando i propri personaggi direttamente nella fantasia e nel sogno, in uno slancio festoso e ammorbante, venefico. Uno slancio vitale, umanissimo. Lynch è il sogno di Fellini che si muta in incubo, è la visione moderna dell’alienazione, è una droga allegata al tuo quotidiano preferito… è il bacio che a metà della notte si trasforma in qualcosa di intraducibile, di primitivo e terribile, non facendoci dormire più, e nemmeno ricordare. Solo lasciandoci con qualche gocciolina gelata sulla schiena, in omaggio a quello che (non) abbiamo visto.










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