
Henri Matisse nasce il 31 Dicembre 1869 a Le Cateau-Cambrésis, Francia. La sua ricerca muove dalla rivoluzione del colore, il fauvisme (di cui è uno dei massimi esponenti, con Braque e Derain), per arrivare a riflessione sul segno, sull’equilibrio e la sintesi della forma. Giunge casualmente alla pittura, intorno ai 21 anni, per distrarsi durante la convalescenza da una malattia. Da quel momento la sua vocazione esplode violentemente, finendo per farlo diventare uno dei massimi artisti del ’900.
Matisse ricerca la sintesi e l’equilibrio, teso ad esprimere un’arte equilibrata, pura, tranquilla. Emblematica “La danza” (1910, olio su tela), che ben esprime la poetica dell’artista. Attraverso la scelta compositiva ed il colore esprime non tanto un fatto, un girotondo, quanto il prorompere inarrestabile della vita, il suo scorrere eterno, quello “slancio vitale” che sulla scia del filosofo Bergson è fondamento della realtà, un’ondata che cresce e si organizza nell’evoluzione creatrice.
Tutto questo non esplode in moto caotico: Matisse, con spirito “chiaro e distinto”, organizza la composizione attraverso le linee, ideali e reali, ordinate secondo la superficie.
Sul confine fra cielo e terra, fra universo e mondo, si muovono le cinque figure, impegnate in un vorticoso girotondo, con le braccia tese nello slancio di non rompere il cerchio, che si sta per aprire tra le due figure in basso a sinistra.
Danza che è allegoria della vita, fatta di un movimento continuo, di una tensione continua verso gli altri esseri umani, e in senso lato verso tutte le creature. Ed il girotondo avviene al confine fra terra e cielo, fra illusione e realtà, fra non essere ed essere, in un vortice al tempo stesso gioioso, che esprime la bellezza della vita in movimento ma anche affaticante, sottolineando in questo senso la necessità di una danza senza sosta, di un bisogno d’umanità sempre vivo.

Pubblico uno stralcio da un’intervista radiofonica a Matisse, del 1942
- Perchè lei dipinge?
Per tradurre nel colore e nel disegno le mie emozioni, le mie sensazioni e le reazioni della mia sensibilità, qualcosa che nè la più perfetta macchina fotografica, anche a colori, nè il cinema possono realizzare. Dal punto di vista del passatempo e della distrazione, il cinema ha senz’altro un grande vantaggio sui quadri (…) Per quanto riguarda il ritratto i pittori ora vengono superati da buoni fotografi.
- Alla luce di quello che ha detto, che cosa avverrà ai pittori? A che cosa servono?
Sono utili perchè possono aumentare il colore e il disegno attraverso la ricchezza della loro immaginazione, intensificata dalla loro emozione e dalla riflessione delle bellezze della natura come fanno i poeti o i musicisti. (…) Ho detto ai miei giovani allievi “Volete dipingere? Allora dovete tagliarvi la lingua, perchè la vostra decisione vi toglie il diritto di esprimervi in qualsiasi maniera se non col pennello”
Commenti recenti