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26
dic
09

Ubuntu, il sistema operativo libero. Per un mondo Windows-free.

Ubuntu è un sistema operativo libero e gratuito basato su Linux, che unisce stabilità, sicurezza e facilità di utilizzo. È perfetto per computer portatili, desktop e server e fornisce applicazioni adatte ad ogni esigenza, per l’uso in casa, a scuola o al lavoro.

Libero e gratuito

Ubuntu è, e sarà sempre, libero e completamente gratuito. Non dovrete mai pagare alcun costo di licenza. Scaricate Ubuntu, usatelo e condividetelo con i vostri amici, familiari o colleghi di lavoro.

Edizioni regolari

Il team di Ubuntu rilascia una nuova versione ogni 6 mesi, in edizione desktop e server. Questo significa che avrete sempre il software più innovativo che il mondo open source ha da offrire!

Massima sicurezza

Ubuntu è stato progettato per essere sicuro al 100%. Gli aggiornamenti di sicurezza sono garantiti per almeno 18 mesi, che nelle versioni con supporto a lungo termine (LTS) diventano 3 anni per l’edizione desktop e 5 per quella server.

Installazione semplice e veloce

Tutto ciò di cui avete bisogno è contenuto in un solo CD, che grazie alla semplice installazione grafica vi permetterà di avere un ambiente di lavoro completo in appena 25 minuti! Se non bastasse, oltre 20000 pacchetti software sono disponibili via internet, alla portata di un “clic”!

Pronto all’uso

Subito dopo l’installazione il vostro sistema sarà immediatamente pronto all’uso!
Nell’edizione desktop troverete un set completo di applicazioni per l’ufficio, per navigare in internet e gestire la posta elettronica, per la grafica e per l’intrattenimento!
Nell’edizione server ci saranno solo le componenti essenziali per essere subito operativi.

Cosa significa “Ubuntu”?

Ubuntu prende il nome da un’antica parola africana che significa umanità agli altri, oppure io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti. Il sistema operativo Ubuntu porta lo spirito di Ubuntu nel mondo del software.

24
dic
09

The limits of control

The limits of control” ed io ci siamo fatti compagnia ieri notte, ed è stato molto piacevole. Regia del newyorchese Jim Jarmusch, la pellicola narra il percorso che un uomo deve compiere per giungere al proprio obiettivo. Un film tagliente, geometrico, dolcemente incompleto, che lascerà le persone più dormienti indifferenti, ma che può far riflettere molto chi ha gli occhi un po’ più aperti.

Provo a spiegare, viaggiatore, le mie impressioni su questa pellicola.

Un killer camerunense viene assoldato da una misteriosa organizzazione, composta da persone di diverse nazionalità, per assassinare un uomo. Questa persona, un pezzo grosso, è uno di quelli che muovono le leve del potere, di quelli che decidono le sorti delle altre persone.  Talmente importante, talmente rappresentativa del potere che diventa simbolo di tutto quello che questo potere ha significato e significa nella vita quotidiana. Ecco il motivo per cui viene assoldato il killer africano: si tratta di un simbolo da colpire, da eliminare.
L’uomo di potere ovviamente sa tutto questo, ed è per questo che vive in un bunker iper-tecnologico in mezzo al deserto spagnolo, sorvegliato da vigilantes armati fino ai denti, con tutta la moderna tecnologia a difenderlo (e a ben guardare, a difendere se stessa, essendo l’industria bellica il primogenito di ogni sistema di potere). Una fortezza all’apparenza inespugnabile, inavvicinabile.

Ci sono diverse sfumature e piani di significato che si intrecciano nel film, ma ne voglio suggerire due, i più evidenti e semplici da cogliere, per non rovinare completamente la visione di questo capolavoro.

1) Questa persona di potere è un burattinaio, muove i fili, è il capo della stanza dei bottoni… Si può dire, all’apparenza, che abbia tutto. E’ rispettato, temuto, ha “tutto” nella vita: soldi, ricchezza, fama, potere, eccetera eccetera…. Ma siamo proprio sicuri, navigatore, che le cose stiano proprio così? Siamo sicuri che sia un burattinaio e non una marionetta, non un burattino anche lui? O meglio, è davvero libero un uomo che ha costantemente paura? Un uomo che deve passare la propria vita nascosto, per paura di essere eliminato? Un uomo che vive sotto terra non è un uomo libero, dunque non è un uomo, diventa una talpa, un verme.
Ciò accade inevitabilmente, perchè il potere è disumanizzante, è una creatura che finisce per ingoiare ogni cosa, compresi i propri strumenti. Il potere non accetta divisioni.

2) Il titolo del film è “I limiti del controllo”. Qual è il limite del controllo?
Il limite del controllo è quello di fallire di fronte ad una persona che vuole veramente essere libera, senza condizionamenti, senza catene. Il controllo non può esercitarsi sulla sete di libertà delle persone veramente libere.
Il regista è molto bravo nel suggerirci questo. In una scena del film ci mostra il bunker, inespugnabile ma allo stesso tempo ci mostra la determinazione del killer. Nella scena immediatamente successiva, l’uomo di potere entra nel proprio ufficio sotterraneo, si siede e si accorge che nella stanza, sul divano, è seduto il killer, tranquillo.
Alla domanda dell’uomo di potere “Come diavolo ha fatto ad entrare qui?”, il killer risponde “Ho usato la mia immaginazione”.
In questo scambio c’è il significato del film, il suo inno alla libertà. Il controllo, il potere è talmente auto-referenziale, talmente innamorato di se stesso, da essere sconvolto, irretito, instupidito dalla possibilità che accada un evento al di fuori di quanto programmato e deciso a tavolino. Ecco la scintilla che incendia il sistema, la persona libera che scardina i principi del controllo.

24
dic
09

Benvenuto, viaggiatore ovvero il senso di zuppa di neve

Fatti ma sopratutto segni neri sul bianco, pensieri in immagini, immagini in parole. Lascia decantare la mente e riallinea le tue priorità alla vita che ti circonda. Accetta il mistero, fallo a pezzi per poi ricostruire il tuo proprio senso, il sentiero del tuo mistero. Si snoda sinuoso lungo le strade e nei giorni. Cadrai, sarà spesso la notte a tenerti la mano ma sarà il tuo proprio sentiero.

Non ti serve null’altro al di fuori di quello che sei, per navigare la vita.

Non ti serve nulla di quello che vedi, per essere te stesso, nulla di quello che ti dicono, nemmeno queste parole. Ritrova le tue ali, riacquista il senso delle cose, dobbiamo tornare ad abbracciare il nostro cuore… liberati dalle catene, da quando sei nato ti hanno imposto catene, sono dappertutto… hanno paura delle persone libere perchè una sola persona libera può far saltare tutto il sistema, questo sistema così oppressivo, ben oliato, aberrante. Ma è estremamente nitido e chiaro nella sua brutalità e dunque vulnerabile, un sistema che è prigione per le nostre anime.

La via per ritornare ad essere uomini è privazione, rinuncia, smantellamento delle nostre sovrastrutture, dei conformismi e degli inganni. Segui solamente le tue emozioni, vivendo di carità verso il fratello, di rispetto per te stesso, di amore per tutto il creato.

Nonviolenza significa impegno.

Dobbiamo costruire una società migliore, come possiamo guardare negli occhi i nostri figli, i nostri nipoti, altrimenti? Chi potrebbe guardare negli occhi il proprio figlio, il proprio nipote, non avendogli insegnato a liberarsi dalle proprie catene? O vogliamo mettere al mondo e crescere degli schiavi?

Il cambiamento inizia adesso, se sei arrivato a leggere fino a qui e sono riuscito a farti riflettere.

Il cambiamento inizia adesso.




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